Fingerpools, una proposta di Pool Sharing

www.fingerpools.com (online da marzo 2017) è la prima piattaforma al mondo di pool sharing. In poche parole, Fingerpools consente a chi non ha una piscina di tuffarsi in quella degli altri – pagando – e a chi una piscina ce l’ha (Hotel, B&B, Tennis Club, Privati, Golf Club, ecc…) di condividerla con altre persone traendone un guadagno. Come? Mettendo in affitto dei posti nei giorni e negli orari desiderati, selezionando il tipo di persone che si preferisce ospitare (famiglie, sportivi, naturisti, solo donne, over 65, gay, ecc…) e accettando le prenotazioni.
Fingerpools vuole diventare il punto di riferimento globale online per chiunque cerchi un bel posto dove fare il bagno nel mondo, in alternativa alle superaffollate strutture pubbliche, rumorose, caotiche e spesso disposte al chiuso.
E per chi cerca un tuffo più selvaggio, su Fingerpools si troveranno anche le piscine naturali free.
Che si sia a casa o in viaggio, nuotare nella piscina di una persona che non si conosce, oppure in quella di un circolo privato senza essere iscritti o di un hotel senza pernottare lì non è più un sogno:  Fingerpools consente finalmente il tuffo “proibito” e apre così una nuova frontiera nel mercato globale del benessere, coinvolgendo in questa missione anche strutture fino ad ora rimaste escluse dalla sharing economy. La piattaforma rappresenta infatti un’innovativa leva tecnologica per il turismo e un modo nuovo di mettere a frutto con profitto un bene (la piscina) che spesso rappresenta solo un costo.
Fingerpools vuole portare il mare ovunque, anche in pieno deserto o sul cucuzzolo di una montagna, e renderlo accessibile ai più.
 
VIDEO TUTORIAL
Come funziona Fingerpoolshttps://vimeo.com/211741016
 
INTERVISTA
(Cofounders Paola Carobbio e Beatrice Adorni)
 
Qual è la vostra storia e il vostro percorso lavorativo?
PAOLA: Sono laureata in filosofia, ho alle spalle 15 anni di giornalismo e 7 anni di commercio. E devo dire che l’esperienza in questi ambiti professionali differenti sta tornando utilissima per Fingerpools.
BEA: Sono laureata in legge e ho lavorato per una società che produce droni e realizza servizi per grosse aziende nel settore dei media, curando soprattutto gli aspetti normativi Enac. Poi Paola mi ha parlato di Fingerpools.
 
Com’è nata l’idea?
B: E’ venuta a Paola a giugno 2015. Si moriva di caldo e non trovava valide alternative in città alle sovraffollate piscine comunali per fare un tuffo. Quando mi ha detto che voleva creare un sito di sharing economy tipo Airbnb ma solo sulle piscine, mi è sembrata un’idea fantastica e ci ho creduto subito. Abbiamo lavorato molto dietro le quinte, sugli aspetti legali, economici, finanziari e societari e sui punti critici del progetto in genere, oltre che sullo sviluppo della piattaforma e dei relativi social. Siamo andate in giro per hotel e strutture con piscina per capire le loro opinioni, perplessità ed esigenze. Lo scorso anno abbiamo anche partecipato a Startupper, un percorso formativo organizzato dalle Camere di Commercio della Lombardia, che ci ha aiutato a redigere il business plan e altri documenti importanti per lo sviluppo dell’impresa, utili anche per partecipare alle Call e incontrare finanziatori. 
 
Come avete trovato le prime risorse per partire?
P: Ho messo la mia parte di tasca mia, e devo ringraziare un’eredità arrivatami dal nonno. Poi abbiamo dovuto aggiungerci tanto tempo, tanto fegato e tanta testa.
B: Idem, ho investito l’eredità di mia nonna. E’ sinistro da dire?
Qual è il segreto di una start­up di successo? Cosa fa la differenza?
P: Il il segreto sono sempre le persone. Se non hai partner onesti, energie da vendere, perseveranza, pazienza, tempo e coraggio – e non sei multitasking – lascia proprio perdere! Il percorso è duro, pieno di ostacoli, di antagonisti e con pochissimi mentori e, anche se nessuno ne parla mai (perché non è professionale o replicabile sui business plan) la fortuna gioca un ruolo centrale nella corsa al successo di un’impresa. Però bisogna attrarla, credendo tantissimo nel proprio prodotto e mettendoci il cuore. In ultimo – segnatevelo a caratteri cubitali – non partite mai da soli o con qualcuno che non conoscete più che bene.
B: Aggiungerei anche, non pendere dalle labbra dei professionisti (a volte ne sanno anche meno di voi). Procedere step by step. Non aver paura che ti rubino l’idea.
P: Vero, le uniche cose che contano sono realizzare il prodotto, farlo funzionare e attirare clienti.
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