Le ragioni del Festival di Sharing Economy

Non è facile descrivere le ragioni che ci hanno spinto a promuovere un festival sui temi della cultura collaborativa. Non è facile perché, prima ancora di essere un tema caldo e giustamente all’attenzione della maggior parte dei più importanti media a livello mondiale, la grande mutazione antropologica di cui la facciata tecnologica non è che uno dei tanti aspetti è prima di tutto0 un cambiamento radicale di interpretazione del mondo. Se, dal punto di vista delle teorie è in discussione il tramonto del capitalismo così come lo abbiamo sempre vissuto, e pur vero che Non sappiamo cosa ci sia davvero dietro l’angolo. Non sappiamo quale sistema saremo in grado di costruire, né che forma potrà avere, ma sappiamo che è ora di cambiare. Sappiamo che vogliamo costruire un mondo diverso. Certo, e la dimostrazione è questa ricchissima mappatura di organizzazioni, associazioni, gruppi che lavorano da decenni in progetti di innovazione sociale e culturale, le progettualità sono tante, ognuna animata da una propria ragione d’essere, da un profondo legame con un proprio contesto di riferimento. Lo sforzo dietro questo Festival, quello stesso importante obiettivo che ci ha portato a parlare con le amministrazioni locali e a incontrare le associazioni di categoria, le associazioni culturali, le Università, il mondo delle cooperative, i settori del no profit, è lo sforzo di dare vita a un cantiere aperto e permanente di idee e di azioni concrete, tutte allo stesso modo volte a favorire la riflessione, il confronto, la comunione d’intenti nella ricerca di possibili soluzioni e di una società migliore.

È questo il motivo per il quale, grazie a Ferrara, e ai tantissimi operatori che stanno aderendo e che stanno proponendo i loro contenuti, oggi è finalmente possibile tentare un’operazione di rete e cercare di fare massa critica attorno a problemi comuni e a questioni importantissime come la trasformazione delle economie in nuove forme di microeconomie sodali e solidali, il cambiamento di pelle delle professioni, oggi sempre più precarie, ma anche flessibili, responsabili, collaborative, coopertative; ecco perché possiamo parlare di cambiamenti antropologici e sociali, di nuove forme di relazione e aggregazione, e di inedite opportunità tecnologiche. Ecco la ragione per la quale discuteremo su come creare nuovi percorsi normativi, politici, organizzativi per un mondo che piano appare all’orizzonte. Senza nessun tipo di violenta rottamazione, ma nel dialogo tra le parti e nel rispetto di ciò che fino a ora è stato fatto, come è giusto che sia.

Siamo all’alba della pubblicazione di un programma ricchissimo di contenuti e speriamo, davvero, di essere solo all’inizio di un percorso.

Sito Sharing Festival

Comunicato Stampa

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